• Alessandro Carrozza

BLACK HAT SEO, cosa non fare per essere penalizzato su Google

Posizionare nelle prime pagine di Google il proprio sito web richiede delle abilità tecniche e strategiche che solo i veri esperti SEO sanno come attuare. È importante sapere che ci sono metodi alquanto obsoleti e che risultano, attualmente, scorretti e al 100% penalizzanti.



Che cosa è la Black Hat SEO?


Definizione semplice e chiara: la Black Hat SEO è un insieme di attività scorrette per andare a posizionare più rapidamente un sito web sui motori di ricerca.


Vuoi qualche esempio? Ecco diverse pratiche per farti capire cosa non deve essere fatto durante un lavoro SEO:

  • ripetizione forzata delle parole chiavi

  • duplicazione di contenuti

  • creazione di siti e blog appositi per fare linking

  • inserimento forzato di link e testi, a volte dello stesso colore dello sfondo


Questi sono solo degli esempi. Tuttavia esistono anche delle tecniche "bianche" che, se correttamente eseguite, possono premiare il tuo sito posizionandolo tra le migliori ricerche.





Le tecniche Black Hat per NON essere penalizzato


  • Una tecnica Black Hat molto risaputa riguarda la scelta di un nome dominio che contenga la parola chiave per la nicchia per la quale vuoi posizionarti. La tua attività vende scarpe online? Acquistare un dominio scarpeonline.it ti avvantaggerà non poco sul lavoro di posizionamento sui motori di ricerca.

  • Acquistare domini scaduti simili per argomento al tuo è una tecnica molto utilizzata. Una volta trovato il dominio giusto potrai o utilizzarlo per crearvi sopra un sito che tratti dell’argomento oppure potrai, attraverso un redirect 301, reindirizzare quel dominio al vostro sito. Questa tecnica si rivela "tossica" nel momento in cui recuperi un dominio penalizzato (che ha eseguito la Black Hat SEO) oppure con profili backlink caratterizzati da una linkbuilding (il link del tuo sito viene citato all'interno di altri portali) di cattiva qualità (siti fake e di scarsa qualità).

  • In passato, acquistare pacchetti per fare linkbuilding permetteva di guadagnare in pochi giorni centinaia di links da siti di infima qualità o da siti di spam. Questi siti di solito facevano parte di Private Blog Network che Google con il tempo (e con l’algoritmo Penguin) ha imparato ad individuare e a penalizzare.

  • Un’altra tecnica molto usata anni fa era quella di acquistare link nei commenti o nelle discussioni di blog e forum. L’evoluzione delle piattaforme di blogging ha fatto si che con il tempo questi links siano privi di peso SEO. I software di Black Hat SEO però possono aiutarti ad individuare quell’esigua percentuale di blog e forum che riportano ancora i links con l’attributo nofollow. Un modo fantastico per acquisire links di qualità scadente, soprattutto per quanto riguarda la pertinenza.

  • I siti di article marketing non hanno particolarmente peso per premiare un sito web. Soprattutto (ancora una volta) dopo l’avvento di Penguin. Questo perchè questi siti hanno un’autorità SEO molto limitata e spesso sono addirittura penalizzati. Pubblicarvici sopra i tuoi link non potrebbe che danneggiarti e ridurre i tuoi posizionamenti e la tua notorietà sul web.


Dalla Black Hat SEO a quella "White" con la giusta ricerca delle parole chiave


Come puoi convertire la tecnica Black Hat tramite la keyword research, ossia la ricerca delle parole chiave?


La SERP dei motori di ricerca offre dei risultati in base alle ricerche degli utenti. Per poter ottenere più visualizzazioni è necessario capire quali sono le parole chiave più adatte e, sulla base del Volume mensile, partire da queste per pianificare una strategia di marketing efficace. Una volta individuate le keywords, con apposite strategie e software dedicati, si deve trovare un modo per inserirle, in modo non meccanico, nei titoli, nel corpo del testo e anche nei tag alt delle immagini. E' sconsigliato l'utilizzo delle keyword forzatamente e ripetutamente all’interno di una pagina. I testi devono infatti risultare scorrevoli e facilmente leggibili. Questi piccoli consigli vanno a comporre quello che è un contenuto di alta qualità. Google infatti "premia" tutti quelle pagine, ottimizzate in ottica SEO, che offrono delle risposte utili ai propri utenti. La condivisione di tali pagine, post, immagini in altri canali possono aiutare a scalare le classifiche, apparendo agli occhi di Google autentici e coinvolgenti per il pubblico di riferimento.


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